Il monitoraggio ambientale ha lo scopo di rilevare la presenza di fibre aerodisperse e verificare che le concentrazioni rientrino nei limiti stabiliti dalla normativa. Nel Sito di Interesse Nazionale di Balangero e Corio, questa attività accompagna tutte le fasi della messa in sicurezza.

I campionamenti vengono effettuati sia nelle aree di cantiere, durante le lavorazioni, sia in punti esterni al perimetro del sito. Nel primo caso l'obiettivo è la tutela dei lavoratori; nel secondo, la verifica dell'assenza di dispersione verso le aree abitate.
Le procedure operative sono definite dal Decreto Ministeriale 6 settembre 1994 e dalle Linee guida ISPESL/INAIL del 2010 per la gestione delle attività di bonifica da amianto nei Siti di Interesse Nazionale. Ogni progetto di intervento include un piano di monitoraggio, con l'indicazione dei punti di prelievo, sottoposto all'approvazione degli enti competenti (ASL, ARPA) prima dell'avvio delle attività.
Il prelievo dell'aria avviene mediante campionatori portatili ad alto flusso. Questi strumenti aspirano l'aria ambiente a velocità costante, convogliandola attraverso un filtro che trattiene le particelle e le fibre in sospensione.
I parametri operativi standard sono:
• Portata di aspirazione: 10 litri/minuto
• Durata del campionamento: 5 ore
• Volume totale campionato: 3.000 litri
• Supporto filtrante: membrana in esteri misti di cellulosa (MCE), diametro 47 mm

Le analisi vengono eseguite presso il Laboratorio Analisi di R.S.A. S.r.l., accreditato dal Ministero della Salute per la determinazione delle fibre aerodisperse. Due tecniche di microscopia vengono impiegate, con finalità e livelli di dettaglio differenti.

La tecnica MOCF sfrutta le differenze di indice di rifrazione per rendere visibili strutture trasparenti. Applicata ai filtri di campionamento, consente di individuare e contare le fibre presenti.
L'osservazione viene effettuata a 400-500 ingrandimenti, secondo il metodo previsto dal D.M. 6 settembre 1994. Il risultato è espresso come concentrazione di fibre totali aerodisperse, in fibre per litro (ff/l).
La tecnica presenta limitazioni intrinseche: non consente di distinguere le fibre di amianto da fibre di altra natura (organiche, sintetiche, minerali non asbestiformi) e non rileva fibre di diametro inferiore a 0,2-0,3 µm.
Il microscopio elettronico a scansione utilizza un fascio di elettroni focalizzato per produrre immagini ad alta risoluzione della superficie del campione. L'ingrandimento di analisi è di 2.000x, con possibilità di raggiungere risoluzioni dell'ordine del nanometro.
L'accoppiamento con il sistema EDX (Energy Dispersive X-ray Spectroscopy) consente di determinare la composizione elementare delle singole fibre. Quando il fascio elettronico colpisce il campione, questo emette raggi X caratteristici degli elementi presenti. L'analisi dello spettro permette di identificare la natura mineralogica della fibra e di classificarla come amianto o non-amianto.
Nel caso di fibre di amianto, la microanalisi consente anche di distinguere tra le diverse varietà mineralogiche (crisotilo, anfiboli).


La normativa stabilisce concentrazioni limite differenziate in funzione del contesto di esposizione.
Nelle aree di cantiere, il D.M. 6 settembre 1994 fissa due livelli di attenzione per le fibre totali aerodisperse, misurate in MOCF: la soglia di preallarme a 20 ff/l e la soglia di allarme a 50 ff/l. Il superamento del primo livello comporta una revisione delle procedure operative; il superamento del secondo determina inoltre la sospensione immediata delle lavorazioni.
Per le aree esterne al sito, dove risiede la popolazione, il valore di riferimento è più restrittivo: 1 ff/l, misurato con tecnica SEM che rileva le sole fibre di amianto.
In caso di superamento, il protocollo operativo prevede l'interruzione delle attività, la verifica dello stato di umidificazione delle superfici con eventuale intensificazione della bagnatura, la comunicazione agli enti di controllo (ASL, ARPA Piemonte) e l'esecuzione di campionamenti aggiuntivi. La ripresa delle lavorazioni è subordinata al rientro dei valori entro i limiti, verificato attraverso nuovi prelievi.
I dati di qualità dell'aria vengono correlati con i parametri meteorologici rilevati dalle centraline presenti nel sito: temperatura, umidità relativa, precipitazioni, direzione e velocità del vento.
La velocità del vento costituisce il parametro più rilevante ai fini della dispersione delle fibre. Una velocità pari o superiore a 51 km/h (grado 7 della scala Beaufort, "vento forte") rappresenta una condizione di potenziale criticità. In tali circostanze possono essere disposte misure precauzionali anche in assenza di superamenti dei valori soglia.
