Bonifica

Rigenerazione e tutela ambientale

I principi della bonifica

La progettazione della bonifica dell’ex Amiantifera è un processo di rigenerazione territoriale, che intende trasformare un luogo compromesso dal punto di vista ambientale, in un’opportunità per la collettività. L’attuazione è stata concepita e realizzata seguendo i principi dell’ingegneria naturalistica, con l’obiettivo di ripristinare l’equilibrio ecologico e paesaggistico delle aree compromesse da attività industriali o estrattive. La combinazione di ingegneria naturalistica, tutela ambientale e visione a lungo termine costituisce la base per un recupero duraturo, sostenibile e partecipato.

In linea generale, l’obiettivo del risanamento è stato creare nell’area della concessione un ambiente a basso livello di rischio ambientale, valorizzando la vegetazione autoctona attraverso l’utilizzo di materiali naturali e biodegradabili. Ogni fase della bonifica segue il principio del recupero ecologico e funzionale, rendendo fruibile l’area dell’ex Amiantifera per nuove finalità sostenibili.

Il lascito della Società Amiantifera di Balangero S.P.A.

Da dove è partita la bonifica

L’ex Amiantifera di Balangero e Corio è un Sito di Interesse Nazionale (SIN). Come primo intervento legislativo l’articolo 11 della legge n. 257/1992 ha inizialmente riconosciuto la miniera come area a rischio ambientale, prevedendone il risanamento attraverso un accordo di programma tra Stato ed enti locali. Successivamente, l’Italia ha sviluppato un sistema di tutela ambientale più strutturato, culminato con l’istituzione dei Siti di Interesse Nazionale (SIN), disciplinati dall’art. 252 del D.Lgs. 152/2006, che definisce criteri e procedure per la bonifica coordinata delle aree fortemente contaminate sotto la diretta responsabilità dello Stato.

intero sito minerario preso con volo aereo dopo una nevicata, anno 2009

Rigenerazione e tutela ambientale

I principi della bonifica

La bonifica è partita da una situazione iniziale molto compromessa. Le attività di manutenzione e controllo delle aree di coltivazione e di discarica erano cessate con il fallimento della Società Amiantifera di Balangero S.P.A..

Questa chiusura improvvisa ha portato un progressivo degrado ambientale e un aumento del rischio per la salute e la sicurezza del territorio. Prima dell’inizio della bonifica le discariche di sterile di stabilimento, non erano più state trattate con prodotti umidificanti, aumentando così il rischio di dispersione di fibre di amianto in atmosfera, soprattutto nei periodi secchi e ventosi.

Anche il sistema di drenaggio delle acque meteoriche non era stato mantenuto, con il risultato di evidenti fenomeni di instabilità dei versanti, tra cui erosioni e movimenti franosi. Nel bacino di coltivazione, ovvero l’area di estrazione del minerale, l’interruzione del controllo del deflusso idrico ha portato inoltre alla formazione di un lago profondo e permanente.

Gli stabilimenti

Gli stabilimenti industriali dismessi, anche questi oggetto di bonifica, comprendono una serie di capannoni ed infrastrutture che occupano una superficie di circa 40.000 mq di cui circa 25.000 m² di impianti di produzione.

La messa in sicurezza del SIN

Obiettivi e Restrizioni

Il progetto di bonifica si configura come una Messa in Sicurezza Permanente (M.I.S.P.), un intervento ingegneristico e ambientale volto al confinamento definitivo dell'amianto in sito. L'obiettivo primario è duplice:

• Salvaguardia Idrogeologica: Prevenzione del dissesto areale e dei fenomeni erosivi.
• Salvaguardia Sanitaria: Neutralizzazione del rischio di dispersione ambientale della fibra amiantifera.

La potenziale contaminazione è veicolata primariamente dall'aerodispersione e dal trasporto fisico. Pertanto, l'intera area è sottoposta a rigida interdizione. Il sito è permanentemente recintato e l'accesso al pubblico è vietato. Tale misura di confinamento è essenziale per tutelare la salute pubblica durante le complesse operazioni di stabilizzazione.

Sicurezza e Monitoraggio Ambientale

La gestione del rischio amianto impone procedure operative e di controllo stringenti:

• Lavorazioni in Umido: Tutte le lavorazioni connesse alla movimentazione di materiali in situ devono avvenire previa umidificazione per prevenire l'aerodispersione della fibra asbestifera. Per il cumulo Est è previsto un impianto di bagnatura dedicato.
‍• Dispositivi di Protezione (DPI): Il personale che accede al S.I.N. o che esegue operazioni di movimentazione di materiale contaminato deve essere dotato di DPI idonei
• Salvaguardia Sanitaria: Neutralizzazione del rischio di dispersione ambientale della fibra amiantifera.

Metodologie di Intervento: L'Ingegneria di Risanamento

Per garantire l'interruzione della mobilità delle fibre, il piano di risanamento prevede l'applicazione di un sistema integrato di azioni:

• Lavorazioni in Umido: Tutte le lavorazioni connesse alla movimentazione di materiali in situ devono avvenire previa umidificazione per prevenire l'aerodispersione della fibra asbestifera. Per il cumulo Est è previsto un impianto di bagnatura dedicato.
‍• Mitigazione Idraulica: Regimazione e gestione delle acque superficiali per prevenire il dilavamento dei contaminanti.
• Controllo Aerodispersione: Le lavorazioni che implicano movimentazione di materiali sono eseguite in regime di lavorazione in umido, con sistemi di bagnatura dedicati, per impedire il sollevamento di polveri.

Briglie in legname e pietrame per la sistemazione idrogeologica di un canale su versante inerbito a seguito dei lavori svolti

Monitoraggio Ambientale: Verifica e Certificazione

La gestione del rischio amianto impone procedure operative e di controllo stringenti. L'efficacia degli interventi è costantemente verificata tramite un presidio di monitoraggio ambientale dedicato.

Questo sistema assicura l'analisi continua della qualità dell'aria, misurando la concentrazione di fibre aerodisperse. Tale attività di verifica è fondamentale per certificare che le procedure operative mantengano i parametri di rischio entro i limiti normativi di sicurezza.

La Sfida Pedologica e il Ripristino Ecosistemico

La fase di ripristino ambientale e rinaturalizzazione è complessa a causa delle caratteristiche pedologiche estreme del substrato minerale:

• pH Ultrabasico (Range 8.1 – 8.3): Un'alcalinità ostile alla maggior parte delle piante.
• Bassa Percentuale di Sostanza Organica: Matrice superficiale prevalentemente minerale, priva di sostanza organica (0,3% - 0,8%) privo del nutrimento necessario alla vegetazione.
• Elevata Granulometria: Predominanza di ghiaia (65%-72%), che ostacola la ritenzione idrica e nutritiva creando un terreno arido.

Per superare queste limitazioni si prevede l'apporto controllato di substrato fertile (miscela di compost e terra) e l'impianto di specie erbacee e arbustive specifiche. Tali interventi mirano a stabilizzare biologicamente il terreno e favorire l'evoluzione del sito verso un nuovo equilibrio ecosistemico.

Progetti futuri

I lavori, che all’interno del sito sono ancora in atto, sono gestiti da R.S.A. s.r.l. - Società per il Risanamento e lo Sviluppo Ambientale dell'ex miniera di amianto di Balangero e Corio mette a disposizione del pubblico tramite il proprio sito il piano strategico, i report sull'avanzamento dei lavori e la pianificazione dei progetti futuri in conformità con gli standard di trasparenza.

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