L’amianto è stato utilizzato per molti decenni in coperture, tubazioni, materiali isolanti, guarnizioni e in numerosi altri manufatti grazie alle sue proprietà termiche e meccaniche. La sua pericolosità non deriva dalla mera presenza del materiale, ma dalla liberazione di fibre microscopiche nell’atmosfera. Questo fenomeno si verifica quando i manufatti contenenti amianto si degradano naturalmente nel tempo, subiscono danni fisici oppure vengono manipolati senza adeguate precauzioni.
.webp)
Le fibre di amianto sono caratterizzate da dimensioni microscopiche e da una struttura aero-dinamica che ne permette l'inalazione. Una volta penetrate nel tratto respiratorio, esse raggiungono e si depositano nei tessuti profondi dell’apparato respiratorio, in particolare negli alveoli polmonari e nello spazio pleurico.Data la loro notevole biopersistenza e resistenza alla degradazione da parte dei meccanismi di difesa dell'organismo, queste fibre permangono in situ e innescano una risposta infiammatoria cronica e persistente.
Questo stato flogistico prolungato, unitamente al danno ossidativo e genotossico diretto indotto dalle fibre, è il fattore scatenante che, nel corso di un lungo periodo di latenza (spesso decenni), conduce allo sviluppo delle seguenti gravi patologie:
• Mesotelioma pleurico: È la neoplasia più strettamente correlata all'amianto. Si sviluppa a partire dalla pleura, la membrana sierosa che riveste i polmoni e la parete toracica. Il suo periodo di latenza è eccezionalmente lungo, con i primi sintomi che compaiono spesso 30-50 anni dopo l'esposizione iniziale.
• Asbestosi: È una fibrosi polmonare progressiva. Si manifesta in seguito a esposizioni massicce e prolungate (generalmente superiori a dieci anni). Le fibre inducono la formazione di tessuto cicatriziale (fibrotico) che sostituisce gradualmente il parenchima polmonare sano, riducendo irreversibilmente la capacità respiratoria e l'efficacia degli scambi gassosi.
• Carcinoma polmonare correlato all'amianto: È un tumore maligno che si sviluppa all'interno dei polmoni, originando principalmente dalle cellule che rivestono i bronchi e i bronchioli. Le fibre inalate provocano un danno cronico al DNA e infiammazione, che portano alla trasformazione maligna. Una caratteristica epidemiologica cruciale è il forte effetto sinergico con il fumo di sigaretta, il quale moltiplica il rischio di ammalarsi rendendolo circa cinquanta volte superiore rispetto alla popolazione generale esente da esposizione.


Le fibre di amianto sono caratterizzate da dimensioni microscopiche e da una struttura aero-dinamica che ne permette l'inalazione. Una volta penetrate nel tratto respiratorio, esse raggiungono e si depositano nei tessuti profondi dell’apparato respiratorio, in particolare negli alveoli polmonari e nello spazio pleurico.Data la loro notevole biopersistenza e resistenza alla degradazione da parte dei meccanismi di difesa dell'organismo, queste fibre permangono in situ e innescano una risposta infiammatoria cronica e persistente. A questo si aggiunge il lungo tempo di latenza delle malattie. Le esposizioni avvenute negli anni Settanta e Ottanta, quando l'amianto era largamente utilizzato e le protezioni spesso insufficienti, continuano a produrre effetti sulla salute. Gli studi epidemiologici indicano che il picco di incidenza del mesotelioma in Italia non è ancora stato raggiunto.
[ Fonte: Osservatorio amianto ONA Mesotelioma: cause, ricerca e cura ]
L'amianto, dunque, resta un problema sanitario attuale. Non solo per chi vi è stato esposto in passato, ma anche per chi oggi può entrare in contatto con materiali deteriorati senza le dovute precauzioni.
Le conseguenze sanitarie di questa lunga attività estrattiva sono state oggetto di studi scientifici a partire dalla fine degli anni Settanta, quando il sito era ancora operativo. Tali studi hanno fornito le prime evidenze sistematiche sull’impatto dell’esposizione professionale alle fibre di amianto nell’area.
I primi risultati, pubblicati nel 1979, delineavano già un quadro epidemiologico allarmante. Tra i minatori si osservava un’elevata incidenza di asbestosi, la patologia polmonare caratterizzata dall’accumulo progressivo di fibre di amianto nei tessuti respiratori. Nel periodo compreso tra il 1946 e il 1987, sedici lavoratori risultano deceduti a causa di questa malattia. Ulteriori indagini scientifiche hanno inoltre evidenziato un incremento significativo dei tumori della laringe tra il personale impiegato nelle operazioni estrattive.

.webp)
Con il passare degli anni, e con l'istituzione del Registro dei Mesoteliomi del Piemonte, è stato possibile ricostruire un quadro più completo. Sono emersi casi di mesotelioma pleurico non solo tra chi aveva lavorato direttamente in miniera, ma anche tra persone esposte in altri modi: familiari che avevano maneggiato gli indumenti da lavoro, abitanti dei paesi circostanti, persone entrate in contatto con il materiale di scarto della cava, utilizzato per decenni come sottofondo stradale o massicciata ferroviaria.
Un aspetto emerso dagli studi riguarda la composizione del materiale estratto. Oltre al crisotilo, la miniera produceva piccole quantità di un altro minerale fibroso, la balangeroite, con caratteristiche simili agli anfiboli. Questa presenza, seppur limitata, può aver contribuito all'insorgenza di alcune patologie.
La sorveglianza epidemiologica relativa al sito di Balangero è tuttora in corso. L’esteso periodo di latenza del mesotelioma, che può oltrepassare i quarant’anni, implica che gli effetti sanitari delle esposizioni pregresse non siano ancora completamente manifesti. Per tali ragioni, unitamente alle operazioni di messa in sicurezza attualmente in atto, l’area dell’ex miniera rimane interdetta al pubblico e soggetta a divieto di accesso.
Per chi desidera approfondire i temi trattati in questa pagina o necessita di informazioni e assistenza, esistono diversi enti specializzati a livello nazionale.
• L'Osservatorio amianto ONA Mesotelioma: cause, ricerca e cura offre supporto medico, legale e tecnico. È attivo un numero verde gratuito: 800 034 294.
• Assoamianto riunisce consulenti e imprese specializzate nel settore, e pubblica documentazione tecnica e normativa.