La memoria dell’Amiantifera, oltre che dalle fonti documentarie e fotografiche, prende forma anche attraverso le voci di chi ne ha vissuto direttamente la storia come lavoratore o come familiare. I contributi audiovisivi presentati in questa sezione nascono da una collaborazione con l’Ufficio Comunicazione della Città metropolitana di Torino e fanno parte di un progetto dedicato alla raccolta e alla conservazione delle testimonianze.
Preservare queste memorie significa riconoscerne il valore storico e umano, contribuendo alla trasmissione di un patrimonio di esperienze alle generazioni future, quale parte integrante di una memoria collettiva.
Cavalli Ivan nato all’interno della cava, ha trascorso gran parte della sua vita lavorativa all’Amiantifera. La sua testimonianza ripercorre l’esperienza quotidiana del lavoro, con una particolare attenzione ai temi della sicurezza e alla progressiva consapevolezza delle condizioni operative. Per approfondire la testimonianza, è possibile visualizzare la versione integrale dell’intervista cliccando qui.
Furno Bruno manutentore meccanico, racconta il proprio percorso professionale segnato dalla chiusura della cava. La sua testimonianza esprime il legame con il lavoro svolto e il rammarico per una carriera conclusa prematuramente, offrendo uno sguardo sulle competenze e sull’identità costruite nel tempo.
La versione integrale dell’intervista è disponibile al seguente collegamento.
Perotti Elena figlia del custode della polveriera, rievoca l’esperienza vissuta da bambina attraverso un racconto dal tono fiabesco. La quotidianità della cava emerge nei ricordi legati agli animali da cortile, all’orto e alle lunghe corse verso gli stabilimenti di lavorazione. Per chi desidera approfondire, la versione integrale dell’intervista è disponibile cliccando qui.
Morrone Giancarlo residente nelle Marche dopo un’esperienza iniziale presso un’impresa esterna, si è stabilito definitivamente nelle Valli di Lanzo dopo esser stato assunto in Amiantifera, costruendovi la propria vita. Addetto al reparto elettrico-meccanico, racconta come l’automazione e l’innovazione tecnologica abbiano contribuito a rendere il lavoro più semplice e sicuro.
La versione integrale dell’intervista è disponibile al seguente collegamento.
Giacomelli Giuseppe operatore nel reparto di frantumazione, ha lavorato tra gli altri mezzi alla guida dell’escavatore Liebherr 994. Tra i suoi ricordi il momento in cui ha proposto una soluzione tecnica che ha migliorato il funzionamento del nastro trasportatore. La sua testimonianza restituisce l’orgoglio e la dedizione verso il proprio lavoro. Per chi desidera approfondire, la versione integrale dell’intervista è disponibile cliccando qui.
Suino Giancarlo e Ruo Rui Maria la coppia di coniugi: lui impiegato in officina, lei maestra. Questo simpatico scambio a due restituisce l’immagine dell’Amiantifera come lavoro stabile e riconosciuto, considerato un buon mestiere per un capofamiglia. Il racconto di un clima di cameratismo e solidarietà tra i lavoratori con amicizie che durano nel tempo. Nella zona la cava era percepita come un luogo di occupazione sicuro e ambito.
Per approfondire la testimonianza, è possibile visualizzare la versione integrale dell’intervista cliccando qui.
Suino Giancarlo e Ruo Rui Maria la coppia di coniugi: lui impiegato in officina, lei maestra. Questo simpatico scambio a due restituisce l’immagine dell’Amiantifera come lavoro stabile e riconosciuto, considerato un buon mestiere per un capofamiglia. Il racconto di un clima di cameratismo e solidarietà tra i lavoratori con amicizie che durano nel tempo. Nella zona la cava era percepita come un luogo di occupazione sicuro e ambito.
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