L’amianto – chiamato anche asbesto – è un minerale naturale utilizzato dall’essere umano fin dall’antichità per le sue proprietà straordinarie: resiste al calore, non brucia, non si corrode e può essere filato come un tessuto.
Le prime tracce di utilizzo dell’amianto risalgono al 2800 a.C., in Finlandia, dove veniva mescolato all’argilla per rinforzare la ceramica. Intorno al 300 a.C., un allievo di Aristotele descrive per la prima volta il crisotilo, una delle varietà più diffuse.
Nel mondo antico l’amianto venne utilizzato in molti modi:
• Greci, Egizi e Cinesi lo usavano per tessuti resistenti al fuoco e come stoppino per lampade a olio.
• I Romani lo impiegavano nelle cremazioni, sfruttando il fatto che non venisse bruciato dalle alte temperature.
Già in quest’epoca comparvero i primi segnali d’allarme. Plinio il Vecchio, nel I secolo d.C., avvisava gli amici di evitare schiavi provenienti dalle miniere di asbesto, poiché molti morivano giovani: un’intuizione precoce dei pericoli legati all’inalazione delle fibre.
Nel Medioevo l’amianto continuò a essere apprezzato: si racconta che Carlo Magno utilizzasse tovaglie in amianto per stupire gli ospiti bruciandole senza che si consumassero. Nel 1380 Marco Polo visitò una miniera in Cina, descrivendo il materiale con curiosità. Tra Seicento e Settecento, l’estrazione si diffuse anche in Europa, soprattutto in Italia e Russia.
L’arrivo dell’era industriale segnò una svolta decisiva. Tra 1870 e 1970, l’amianto divenne uno dei materiali più utilizzati al mondo: economico, versatile e praticamente indistruttibile. Veniva pubblicizzato come una “materia miracolosa” ed entrò in oltre 3000 prodotti.
• Tubi per acquedotti e fognature
• Lastre in cemento-amianto (Eternit)
• Mattonelle in vinil-amianto
• Tegole, pannelli isolanti e fonoassorbenti
• Vernici, stucchi e rivestimenti
• Guarnizioni
• Freni e frizioni
• Indumenti ignifughi
• Guanti resistenti al calore
• Coperte antincendio
Nonostante l’uso massiccio, i problemi di salute legati all’amianto erano già noti alla comunità scientifica a fine Ottocento.
Nel 1897 un medico viennese attribuisce all’inalazione di asbesto gravi disturbi polmonari. Nel 1898 un rapporto ispettivo britannico parla degli “effetti dannosi della polvere di asbesto”. Infine nel 1907 un comitato governativo inglese riconosce ufficialmente il legame tra esposizione all’amianto e fibrosi polmonare.
Si trattava delle prime tappe di una lunga consapevolezza che porterà, nel corso del Novecento, al riconoscimento della sua pericolosità come cancerogeno.